da Federsolidarietà

La cooperazione sociale in Veneto

Presentati lunedì 12 dicembre 2016 i risultati definitivi della ricerca Euricse sulla cooperazione sociale in Veneto.
L’indagine condotta dall’istituto Euricse dell’Università di Trento per conto della dottoressa Sara Depedri, ha preso in esame diverse componenti con una metodologia già usata in altre regioni, il metodo Impact che va a studiare le diverse ricadute della cooperazione sociale sui territori secondo diversi criteri.

I numeri sono di quelli importanti che fanno riflettere sulla centralità dell’opera svolta dalle cooperative: il 10% della popolazione veneta (500.000 persone) è servita dalla cooperazione sociale, creando lavoro per 25.000 persone e attuando l’inserimento lavorativo di 2.500 utenti svantaggiati.
Dalla ricerca emerge che il 90% delle cooperative venete opera in particolare per l’assistenza sanitaria: il 67% per fornire servizi e il 33% aggiunge pure servizi integrativi a quelli pubblici.
Non va dimenticato il contributo dato per fronteggiare l’accoglienza dei profughi, per la quale “non possiamo più parlare di emergenza, ma di programmazione gestibile dei flussi – come sottolineato da Roberto Baldo Presidente Veneto di Federsolidarietà Confcooperative – e il nostro modello è quello della microaccoglienza e dell’inserimento”.

La cooperativa sociale oggi ha dunque un modello organizzativo privatistico ed efficiente, ma con finalità pubbliche come emerge anche dalla rendicontazione e valutazione della ricerca presentata.
“Il nostro è e vuole essere un rapporto non solo da fornitori ma da partner – ha spiegato Roberto Baldo – perché ormai siamo una presenza importante se non necessaria per il bene comune. Gli enti pubblici non ce la farebbero senza di noi e proprio per questo li stiamo “pungolando” perchè per esempio nei bandi sociali non si facciano vincere le proposte al ribasso. Non è come costruire una strada, noi diamo risposte alle persone e la qualità deve esserci”.

Allegato risultati Euricse  euricse-infografica